LA BOLIVIA
superfice:
1.098.581 KMQ.
capitale:
SUCRE (capitale legale),
LA PAZ (sede del governo).
città principali:
SANTA CRUZ, COCHABAMBA, ORURO.
lingue:
SPAGNOLO, QUECHUA e AYMARA'.
moneta: BOLIVIANO
differenza oraria: 5 ORE.

L'ETIOPIA
Superficie:
1.133.882
Popolazione:
49.218.178 (cens. 1994)
Capitale:
Addis Abeba=Adis Abeba
Moneta:
birr (100 centesimi)
Lingua:
amharico (ufficiale), inglese, italiano, somalo
Fuso orario: +2
L'ARGENTINA
Superficie:
2.737.000 kmq
Capitale:
Buenos Aires (16,6 milioni di abitanti inclusa la provincia).
Altre città principali:
Cordoba (3,1 mil di abitanti),Santa Fe (3 mil di abitanti)
Mendoza (1,6 mil abitanti),Tucuman (1,3 mil abitanti).
Popolazione:
36.300.000 di abitanti (stima 2001)
Lingua:
Spagnolo
Religione:
Cattolica (92%); minoranze ebraiche e protestanti.
Moneta:
L’unità monetaria locale è il Peso
 
 

L'Associazione opera in:

Bolivia

La Bolivia occupa il terzo posto nella classifica dei paesi più poveri dell’America Latina dopo Haiti e la Guyana e secondo i piu’ recenti dati dell’Unicef l’80% della popolazione boliviana vive sotto il livello di povertà, questo pur essendo un territorio ricchissimo di materie prime (basti ricordare le conquiste spagnole del cinque - seicento e la grande quantità di argento trasportato dalle miniere boliviane in Europa).

Una delle città principali è
Santa Cruz de la Sierra, questa sorge ai margini della foresta amazzonica, ha circa due milioni di abitanti che vivono in un contesto urbano fatto di strade spesso non asfaltate, costeggiate da canali di scolo a cielo aperto infestati dagli insetti. La zona pur non essendo considerata ad alto rischio è comunque soggetta a casi di infezione malarica.
 
La citta’ ospita la più grande struttura carceraria della zona, all’interno della quale sono presenti oltre duemila bambini, è costituita da quartieri spesso privi di infrastrutture o con servizi di base alla popolazione fatiscenti.

La piaga di Santa Cruz come anche di tutto il paese e più in generale del Sudamerica è il lavoro minorile.
 
Il flagello di Santa Cruz come di tutta la zona circostante caratterizzata dalla Amazzonia Boliviana è la pioggia che quando cade è torrenziale. L’alluvione piu’ grave ha distrutto circa dieci anni fa intere coltivazioni e tolto un tetto, anche se a volte si trattava di una capanna, a migliaia e migliaia di persone.
Il fenomeno si presenta ogni anno e piu’ volte l’anno.

I ninos de rua, i bambini abbandonati o impiegati nel lavoro minorile (scarico e carico di merci, trasporto con carriole di materiali per l’edilizia, scavi nelle miniere etc.) si ammalano proprio per i continui sbalzi di temperatura e per il loro abbigliamento costituito da abiti poveri, stracciati.




Etiopia

L’Etiopia dal punto di vista degli indicatori socio-economici risulta essere uno dei paesi più poveri del mondo e allo stato attuale, malgrado le potenzialità economiche e umane del paese, le prospettive di sviluppo a breve termine sembrano essere vanificate da una serie concomitante di fattori avversi la siccità e la carestia sono stati problemi ricorrenti negli ultimi decenni.

Altri fattori che hanno esacerbato la povertà sono stati la guerra civile, il recente conflitto con l’Eritrea e la pressione demografica.

Sebbene non ci siano stime e dati attendibili sul numero di minori e di donne che vivono in situazioni di estrema vulnerabilità, ci si può basare su abbondanti prove empiriche che attestano le evidenti privazioni che i bambini e le donne etiopici stanno affrontando come risultato di pressioni culturali, economiche e psicologiche.

Secondo i più recenti dati ufficiali raccolti dal Ministero del Lavoro e degli Affari Sociali (MOLSA), il numero dei bambini in situazioni particolarmente difficili è stimato essere di 4 milioni circa, 1 milione quelli che vivono e lavorano per strada e circa 500.000 a rischio di diventare ragazzi di strada.

Un milione e centomila bambini residenti nell’area urbana vivono al di sotto della soglia di povertà assoluta ed in condizione di grave rischio sociale fisico e psicologico







Argentina

La grave crisi socio economica avvenuta tra il 2001 e il 2002, ha provocato un significativo deterioramento della situazione sociale in Argentina.

Si è assistito ad un forte incremento della povertà, frutto degli alti tassi di disoccupazione e della drastica riduzione dei salari.

La classe media si è lentamente trasformata nella classe dei “nuovi poveri” dell’Argentina.

Le dimensioni e l’intensità della recente crisi hanno determinato la persistenza di elevati livelli di disoccupazione e povertà diffusa.

In Argentina ci sono circa 12 milioni di bambini, bambine e adolescenti, questa cifra rappresenta il 35 % della popolazione.

Sono loro i più colpiti dall’esclusione e dall’iniquità sociale presente nel paese. Il disagio sociale diffuso e la mancanza di prospettive incrementa al massimo grado le tensioni all’interno delle famiglie.

La situazione dell’infanzia e dell’adolescenza in Argentina è, infatti, ancora critica, sul totale della popolazione il 56% dei bambini e degli adolescenti minori di 18 anni si trovano in una situazione di povertà, mentre il 23,4% si trova sulla linea di indigenza (Fonte: UNICEF, “Situacion de pobreza e Indigencia en la popolazion infantil y adoleciente de la Argentina”, Mayo 2005)